Color and geometry are for me the two natural elements that allow me to enter into painting. I like to engage in an improvisation that is nourished by emotional, perceptual, intuitive factors.

 

Often painting that is based on geometry expresses an atavistic need on the part of some individuals to rationalize, perhaps to control by using a scheme, but in my work geometry is a means to discover unforeseen dimensions: I start neither from a module nor from a predetermined pattern.

 

I paint in oil and acrylics on wooden panels, on canvas, on paper. 

In my practice I leave open the possibility of integrating other materials in my art, as far as the result is referable to painting.

By changing the density of the paint’s paste and the type of brushstroke I try to achieve a special light in my colors.

My work offers the viewer a chance to perceive both unity and dispersion. My using polychrome arrangements of color has me playing the role of a revealer. The viewer can read the image in different perspectives.

 

In the social fabric of our times many miss a sense of unity. On the one hand I try to foster the emergence of the contradictions and innumerable facets of our culture, our society, our self, but on the other hand, precisely because of my engaging in transformation and transition I feel that I offer occasions for a unified gaze. Painting allows me to gain access to a keen level of consciousness and becomes the filter where all melts and becomes free.

 

 

 

 

         ll colore e la geometria sono per me due elementi naturali per entrare nella pittura. Mi piace l'improvvisazione               alimentata da fattori emozionali, percettivi, intuitivi.

 

Sovente la pittura che si fonda sulla geometria esprime la necessità atavica dell’individuo di razionalizzare, forse controllare attraverso uno schema, ma nel mio lavoro la geometria è un mezzo per scoprire dimensioni impreviste: non parto nè da un modulo nè da uno schema predeterminato.

 

Applico la pittura a olio e ad acrilico su pannelli di legno, sulla tela, sulla carta.

Nel mio fare lascio aperta la possibilità di integrare altri materiali, purché il risultato sia riconducibile alla pittura.

Cambiando la densità della pasta dei pigmenti e il tipo di pennellata cerco di ottenere una speciale luce nel colore.

Il mio lavoro offre a chi guarda la possibilità di percepire sia l’unità che la dispersione. L’utilizzo del policromo mi fa giocare un ruolo di rivelatore. Chi guarda può leggere l'immagine in prospettive diverse.

 

Nella società moderna a molti manca un senso di unità. Da un lato tento di far emergere le contraddizioni e le sfaccettature della nostra cultura, della società, del nostro io, dall'altro proprio attraverso la trasformazione ed il passaggio offro l'occasione di uno sguardo unitario. La pittura mi concede di accedere a un livello di consapevolezza e diventa il filtro dove tutto si scioglie e si libera.

 

 

 

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© Lorenza Sannai