IT        ll colore e la geometria sono per me due elementi naturali per entrare nella pittura. Mi piace l'improvvisazione               alimentata da fattori emozionali, percettivi, intuitivi.

 

Sovente la pittura che si fonda sulla geometria esprime la necessità atavica dell’individuo di razionalizzare, forse controllare attraverso uno schema, ma nel mio lavoro la geometria è un mezzo per scoprire dimensioni impreviste: non parto nè da un modulo nè da uno schema predeterminato.

 

Applico la pittura a olio e ad acrilico su pannelli di legno, sulla tela, sulla carta.

Nel mio fare lascio aperta la possibilità di integrare altri materiali, purché il risultato sia riconducibile alla pittura.

Cambiando la densità della pasta dei pigmenti e il tipo di pennellata cerco di ottenere una speciale luce nel colore.

Il mio lavoro offre a chi guarda la possibilità di percepire sia l’unità che la dispersione. L’utilizzo del policromo mi fa giocare un ruolo di rivelatore. Chi guarda può leggere l'immagine in prospettive diverse.

 

Nella società moderna a molti manca un senso di unità. Da un lato tento di far emergere le contraddizioni e le sfaccettature della nostra cultura, della società, del nostro io, dall'altro proprio attraverso la trasformazione ed il passaggio offro l'occasione di uno sguardo unitario.