My way of painting allows me to register the swings of painterly thought. 

I paint flat on a table, onto sheets of smooth plywood or on canvas, supported by a stretcher deep enough to lend a physical presence to the piece, or on paper.

The building of a work starts with a pencil drawing that separates, recalls and contradicts the sectors that will articulate the painting. I seek to arrive at a simple composition made of a crowd of geometric fields. The forms fill the work's territory from side to side - they seem to continue to infinity beyond its boundaries.

Sometimes the areas of color extend over the sides of the stretcher.

The preliminary drawing requires many hours of improvisation. It's like an emotional and intellectual spurt or gush of making and erasing until the desidered tension, never planned, reveals itself to me. Then the painting begins, by adding one at a time the tactile, thin areas of paint which will give life to the picture.

Nothing is planned.

My first step is to isolate with masking tape a few zones that I wish to relate to one another. I then fill them with color. They become the seed from which the whole will grow.

 

 

 

Il mio modo di dipingere mi permette di registrare le oscillazioni del pensiero pittorico.

Dipingo piatto sul piano di lavoro sopra pannelli di compensato o tela sostenuti da telaio abbastanza profondo da conferire presenza fisica all'opera, oppure su carta. 

Il lavoro inizia con il disegno a matita che separa, richiama e contraddice le zone sulle quali si articoler√† il dipinto. Voglio arrivare ad una composizione d'aspetto semplice di una moltitudine di campi geometrici. Sono forme che riempiono il territorio dell'opera da lato a lato - sembrano continuare all'infinto oltre il confine del quadro.

A volte le aree colorate si estendono sui lati del telaio. 

Il disegno preparatorio richiede molte ore di improvvisazione che avviene come un getto, quasi uno spurgo emotivo ed intellettuale in aggiunte e cancellature, fino a quando la tensione desiderata, mai programmata, mi si rivela.

Poi inizia la pittura, l'aggiunta di aree tattili e sottili di colore che danno vita al dipinto.

Nulla è pianificato.

All'inizio, con del nastro adesivo isolo alcune poche zone che desidero porre in rapporto fra di loro. Poi le riempio di colore. Esse diventano il seme dal quale cresce il resto. 

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© Lorenza Sannai