Anachronism

      We live in an age when the linea concept of time has been shattered, it has exploded into the re-discovery of the multiple levels in which it is torn or articulated or by which it presents itself. It isn't at all granted, it almost never happens, that it may come together again, but for those rare cases when the spirit succeeds in delivering the body from the disorder of the world. It is my intellectual and emotional feeling that this is what Lorenza Sannai's work is talking to us about, despite the fact that paint over a surface always echoes a battle with space. 

However, maybe time doesn't perforce have to come to terms with space. It may instead subdue it and reveal it as a tyrannical entity in which we all so willingly believe. Lorenza Sannai's artist contribution, I sense, means precisely this: it's an unpredictable and unplanned surrender to a journey into anachronism and thus to the creative power of linear time's explosion in so many contradictory directions and so many fields of energy. This is the reason why the paintings of the Corpi Molteplici group ( Multiple Bodies) give the exact impression of being anacrhronistic; this is why the artist feels obliged, excusatio non petita, to state that indeed she and her research are fully part of the present. 

One can claim that her paintings are children of our times on the same grounds as the unreal images of fractals, of the star refractions from the distant universe, of color photographs from chemical links between molecules and of their infinite components... so much so that it is often, correctly, heard nowadays that science needs art to explain itself and that art is entranced by the visions given us by science.

In her notes, Lorenza Sannai speakes about how the unconscious intervenes in her art making. I would add that here it no longer is a question of the Freudian unconscious to which a very different art has accustomed us. Here it is perhaps a matter of a sort of epidermic, not traumatized unconscious, one especially that is less personal and intimista. Maybe we could talk of a cosmological unconscious, or, at least, of a sensibility that subliminally sees the sound of transformations without attempting to interpret their reach and content. 

It is right to talk of music with regard to these paintings, because time its the theme here and the transformations it produces and carries. It's a music that's imperceptible to ear, since it is cosmological, but perceived by the eye, in the eternal and never resolved conflict/concord between the two senses, which, in Sannai's case, certainly recoil from even suggesting a form. I feel that it would be better for us too, to avoid the temptation of attaching a body to her color splinters, as if they were pieces of Lego. These are flashes without words. Let us allow their subtle syntony to vibrate with the possible creativity of our age's cipher: anachronism.

 

By Annarosa Buttarelli, October 2012

 

Anacronismo

      Viviamo in un'epoca in cui il concetto lineare di "tempo" si è frantumato, è esploso nella ri-scoperta dei molteplici piani in cui si scompone o si articola o si presenta. Non è detto per niente, quasi mai, che si ricomponga, se non nei casi in cui lo spirito riesca a sottrarre il corpo al disordine di gran parte del nostro mondo. Per la mia sensibilità intellettuale e emotiva il lavoro di Lorenza Sannai ci parla di questo, nonostante la pittura su di una superficie sia destinata sempre a suggerire qualche lotta con lo spazio.

Non è detto che il tempo debba per forza fare i conti con lo spazio, invece, e non lo assoggetti e non gli dia quel carattere di esistenza tirannica a cui noi volentieri crediamo. Il contributo artistico di Lorenza Sannai a me sembra che significhi proprio questo: l'abbandono incalcolabile e imprevisto a un viaggio nell' anacronismo e perciò nella capacità creativa dell'esplosione del tempo lineare in tante contradditorie direzioni in tanti campi di forza. Per questo i dipinti del gruppo Corpi Molteplici danno l'esatta impressione di essere anacronistici; per questo l'artista si sente in dovere, excusatio non petita, di affermare che invece sì, che lei e la sua ricerca fanno pienamente parte del presente. 

Si può dire che i suoi dipinti siano figli del nostro tempo allo stesso titolo e nello stesso modo in cui lo sono le fantasmagoriche immagini dei fratelli, delle rifrazioni della luce stellare nel lontano universo, delle fotografie colorate dei legami chimici tra molecole e degli infiniti componenti delle molecole stesse... tanto che si sente sempre più spesso dire, a ragione, che la scienza oggi per spiegarsi ha bisogno dell'arte, e che l'arte si incanta a seguire le impreviste "vedute" regalateci dalla scienza. 

Lorenza Sannai parla nelle sue note di inconscio che interviene nel suo fare artistico. Direi che non si tratta già più di inconscio freudiano cui ci ha abituato ben altra arte. Si tratta forse di inconscio epidermico e non traumatizzato e, soprattutto, molto meno personale e intimistico. Forse possiamo parlare di inconscio cosmologico o, quanto meno, di una sensibilità che avverte inconsciamente il suono delle trasformazioni, senza volerne interpretare la portata e i contenuti. Per questo, giustamente, è meglio parlare di musica, nel caso dei suoi dipinti, perché si tratta di tempo e delle trasformazioni che produce e che accompagna. Musica impercettibile all'orecchio, perché cosmologica, ma percepibile all'occhio, nell'eterno e mai risolto conflitto-alleanza tra i due sensi che, nel caso di Sannai, rifuggono senz'altro anche dal suggerire una forma. Credo sia bene, infatti, a nostra volta, rifuggire dalla tentazione di attribuire solidità alla schegge di colore di Lorenza Sannai, come se fossero pezzi di Lego. Sono lampi, sono catture di luce, sono gesti trattenuti di appropriazione di storie senza alcuna parola. Lasciamo vibrare la sintonia sottile con la creatività possibile della cifra del nostro tempo: l'anacronismo. 

Annarosa Buttarelli, Ottobre 2012

 

 

 

 

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